Citta'

 

Rilevante nodo di comunicazione tra il Lazio e la Toscana, Viterbo fu centro etrusco e poi romano (IV sec. a. c.). Nell’VIII sec., la città divenne capitale longobarda della Tuscia romana e accrebbe sempre più la sua importanza, fino ad esser cinta di possenti mura (secc. XI-XII). I secc. XII-XIV costituirono il suo periodo più florido, durante il quale Viterbo ottenne il titolo di città (1167), divenne sede vescovile (1192) e residenza abituale dei pontefici (fino al 1281).  

 

  

 

 

 

Dal 1348, la peste e successive epidemie spopolarono la città, travagliata anche dalle violente contese tra le famiglie baronali. La crisi consentì ai papi di riprendere il controllo di Viterbo (sec. XVII), che seguì le sorti degli stati della Chiesa fino all’unità d’Italia.

 

 

Capoluogo di provincia laziale (ca. 58000 ab.) e principale centro della Tuscia romana, Viterbo è situata a 356 m. di altezza sulla vasta pianura ad ovest del Tevere. Circondata da un territorio ricco di valenze storiche e naturalistiche, la città presenta una struttura urbanistica medievale e una singolare concentrazione di monumenti storici (nonostante i gravi danni riportati durante i bombardamenti del 1944). Il recente sviluppo industriale (industria meccanica, manifattura del legno, della ceramica, del marmo) ha dato luogo ad un’area moderna che l’antica cinta muraria separa nettamente dal centro storico. Insieme suggestivo di arte, tradizioni storiche, cultura popolare e aree naturalistiche, il viterbese è oggetto di un turismo colto e sempre più numeroso.

Viterbo ha mantenuto un nucleo storico compatto grazie alla conservazione delle possenti mura medievali, originariamente difese da circa 200 torri (oggi ne restano 30). La visita inizia da Piazza del Plebiscito, sede di prestigiosi palazzi e centro politico della città dal XIII sec. Il quattrocentesco Palazzo dei Priori (oggi sede del Comune), con un arioso porticato a colonne e finestre crociate, conserva nelle sale al piano nobile splendidi affreschi del ‘500. Dal bel cortile con loggiato (XVII sec.) si gode la veduta della Valle di Faul. Il Palazzo del Podestà e il Palazzo della Prefettura, costruiti in età medievale, si presentano nelle forme del rifacimento settecentesco. Su di essi domina la slanciata Torre dell’orologio, eretta nel 1487 e alta 44 m. La piazza è impreziosita da aristocratici stemmi in peperino e da due leoni su colonne, simbolo di Viterbo.

 

 

 

 

 

 

Passando da via S. Lorenzo per raggiungere il centro religioso della città, si incontrano: il bel Palazzo Chigi (sec. XV), la Piazza del Gesù con l’antica chiesa di S. Silvestro (XI sec.) e l’elegante Piazza della Morte, con la tipica fontana a fuso (XIII sec.), vivace elemento urbanistico di molte piazze viterbesi. Attraverso il Ponte, che anticamente univa l’abitato al castello, si sale fino alla dominante Cattedrale di S. Lorenzo. Eretta nel XIII sec., presenta una facciata databile al 1570; l’interno, a tre navate spartite da eleganti colonne, è ravvivato da un pavimento cosmatesco e da brani di affreschi (sec. XIV). Tra le opere più interessanti, una bella vasca battesimale del 1470, una tavola raffigurante la Madonna della Carbonara ( XII sec.) e tele di Marco Benefial. L’elegante campanile trecentesco, caratterizzato da fasce bicrome e doppie bifore, rivela influssi toscani. A fianco del Duomo, un’ampia scalinata conduce al panoramico Palazzo dei Papi (1255-67): la splendida facciata merlata e aperta da eleganti bifore si prolunga in un’aerea loggia a colonnine gotiche, decorata da stemmi e rilievi. Nelle sale dove un tempo si tennero i conclavi, è ospitato oggi il Museo di Arte Sacra che conserva opere di pittura e scultura viterbese. Chiuso il pomeriggio. Di fronte al duomo è il Palazzo Farnese, la cui facciata rinascimentale mantiene il doppio ordine di bifore della precedente struttura trecentesca.

La Casa del priore della Pagnotta conserva interessanti forme romaniche.
La chiesa di
S. Maria Nuova, tra le più antiche del Viterbese (1080), presenta in facciata un pulpito da cui predicò S. Tommaso d’Aquino. All’interno, pregevoli tele di pittura locale (XIII-XVI sec), un trittico duecentesco su cuoio e affreschi attribuiti al Pastura. Il chiostro conserva strutture e colonne dell’originaria veste longobarda. Si prosegue per il Quartiere S. Pellegrino, originale nucleo urbanistico medievale perfettamente conservato grazie alla continuità abitativa. Si è affascinati dal dedalo di viuzze su cui si affacciano torri, palazzi e modeste case in pietra grigia; le sobrie strutture sono ingentilite da bifore e da suggestivi profferli, eleganti balconi con scala esterna da cui si accede al primo piano. Nel quartiere si trova il Museo della macchina di S. Rosa, con una collezione di documenti e cimeli sull’annuale festa della santa patrona. Aperto il sabato e la domenica.
Si scende a Pianoscarano, altro quartiere storico della città che si riunisce intorno all’omonima fontana a fuso (1367). Preceduta da portico, la vicina chiesa di
S. Andrea (sec. XII), conserva un affresco della scuola di Simone Martini. Passando dalla Porta S. Pietro, tra le più antiche della cinta muraria.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La chiesa di S. Sisto (secc. XII-XIII) si presenta parzialmente ricostruita a seguito dei bombardamenti subiti nel 1944. Dell’antica struttura si sono conservati i due campanili, databili a due diverse fasi di costruzione. All’interno, la monumentale scalinata di accesso al presbiterio è rifinita da bei pergami romanici; nel presbiterio, una Madonna col Bambino e santi di Neri di Bicci. Nella Piazza Fontana Grande, l’omonima fontana, con vasca a croce greca sovrastata da due tazze sovrapposte, costituisce il più antico esempio (1200) di una tipologia assai diffusa.
Il convento delle duecentesca
S. Maria della Verità è adibito a Museo Civico: nelle sale, disposte intorno al bel chiostro gotico, sono sistemate una raccolta numismatica, una collezione di ceramiche da farmacia (secc. XVII-XVIII), una galleria di ritratti (XV-XIX secc.) e una vasta sezione archeologica di reperti etruschi e romani.

 Una menzione a parte merita la notevole Pinacoteca, dedicata alla pittura viterbese tra XIII e XVII sec (opere di Sebastiano del Piombo, Romanelli, Pastura, Della Robbia, Benefial). Chiuso il lunedì.
Sull’alberata Piazza Verdi si affaccia la suggestiva chiesa di
S. Marco: di fondazione cistercense, è impreziosita all’interno da affreschi dei secc. XV-XVI e da una tavola di Giovan Francesco d’Avanzarano.

 

La piazza ospita anche il neoclassico Teatro Comunale dell’Unione, costruito nel 1844 su progetto Vespignani. Presso la Porta Fiorentina si trova la Rocca Albornoz (1354-1534), oggi sede del Museo Archeologico Nazionale. Il museo espone importanti ritrovamenti e sezioni didattiche che documentano la storia della Tuscia dal Neolitico al Medioevo. La Piazza della Rocca è adornata dall’omonima Fontana, realizzata nel 1575 su disegno di Raffello da Montelupo e del Vignola e ricomposta nei suoi elementi originali dopo i danni subiti nel 1944. Chiuso il lunedì.
La vicina basilica di
S. Francesco è stata ricostruita nelle originarie forme gotiche dopo i danni subiti nell’ultima guerra. Nel transetto si trovano i resti dei monumenti sepolcrali medievali, tra i quali quello di Adriano V (sec. XIII) attribuito ad Arnolfo di Cambio.
Nella zona ovest, isolata rispetto all’abitato, si trova la chiesa settecentesco della
SS. Trinità: l’interno, a tre navate con cupola, custodisce pitture dei secc. XVII e XVIII e la preziosa immagine devozionale di S. Maria Liberatrice. Il grande chiostro rinascimentale(1514) presenta affreschi secenteschi.

 

 

 

Per Raggiungerci

 

 

IN AUTO:

DA ROMA
1) Dall'uscita 5 del Raccordo Anulare, SS 2 (Cassia Bis e Cassia) fino a Viterbo [possibilità di strada panoramica: SP Cimina deviando a Monterosi fino a Viterbo].
2) Dall'uscita 10 del Raccordo Anulare, autostrada A1 fino all'uscita Orte, raccordo fino a Viterbo.
3) In BUS: linea Cotral da Saxa Rubra.

DA RIETI
Raccordo Rieti-Terni, quindi raccordo Terni-Orte-Viterbo

DA TERNI
Raccordo Terni-Orte-Viterbo

DA PERUGIA
Superstrada E45 fino a Orte, raccordo fino a Viterbo

DA ORVIETO
1) SS Umbro Casentinese fino a Montefiascone, SS Cassia fino a Viterbo
2) SP Teverina fino a Bagnoregio e Viterbo

DA AREZZO
Autostrada A1 fino all'uscita Orte, raccordo fino a Viterbo

DA SIENA
1) SS 2 (Cassia) fino a Viterbo
2) Raccordo Siena-Bettolle, autostrada A1 fino a Orte, raccordo per Viterbo

DA GROSSETO
SS 1 (Aurelia) fino a Montalto di Castro, SP Dogana e SP Tarquiniese fino a Tuscania, SP Tuscanese fino a Viterbo

IN TRENO:

1) Linea ROMA OSTIENSE-VITERBO (FS)
2) Linea ORTE-MONTEFIASCONE-VITERBO (FS)
3) Linea ROMA NORD-CIVITA CASTELLANA-VITERBO (Met.Ro.)

IN AEREO:

1) Da Fiumicino, Raccordo Anulare fino all'uscita 5, SS 2 (Cassia Bis e Cassia) fino a Viterbo (possibilità di strada panoramica: SP Cimina deviando a Monterosi fino a Viterbo);
2) Da Fiumicino, Raccordo Anulare fino all'uscita 10, autostrada A1 fino all'uscita Orte, raccordo fino a Viterbo
.

 

 

 

In Collaborazione con

 

 

 

Noi Voliamo

 

 

Arena Valle Faul by Viterbo Artemusica - Copyright ©2010 - PI 01909600569

 

              Acquista qui